Individuo 3

"Quando ad un banalissimo “come va??” di un’amica, ho risposto con un pianto singhiozzante, ho capito che c’era qualcosa che non andava e che dovevo correre ai ripari perché quella non era l’idea che avevo e che ho tuttora dello “stare bene”!!!!

Allora tramite una conoscente arrivo a Caterina e anche in questo caso, alla sua domanda rompighiaccio “come mai sei qui” ho risposto alla stessa maniera, con un altro pianto dirompente…e dire che x me il pianto è sempre stato un segno di debolezza al quale non arrivare mai in pubblico x paura che poi gli altri approfittassero di questa debolezza che ha scatenato il pianto, x darmi il colpo di grazia: quindi mai farsi vedere piangere!!!!

Ed allora le parole mi morivano in gola soffocate da una trave che si piantava di traverso impedendomi di farle uscire..ed ora invece piangere era diventata la cosa che mi veniva meglio fare!!!! possibile che io non sappia fare altro??, mi chiedevo. Possibile che io non sappia rispondere “va male.. mi sento sola, una perdente, mi sento una che da qualsiasi confronto esce sconfitta, una fragile, una che si guarda allo specchio e non si piace, una che si colpevolizza se le persone, anche quelle importanti, si sono allontanate da lei anche se con la morte dopo due anni di malattia, una che deve sempre dire di si x accontentare gli altri, una che si sente sola anche in mezzo a 1000 persone…

E quindi così inizia il mio cammino “massacrante, di indebolimento fisico (uscivo dalle sedute con gli occhi talmente gonfi x le lacrime versate che al mattino successivo al lavoro pensavano avessi la congiuntivite!!), di ritrovo, di scoperta, e di rafforzo”.. un cammino estremamente difficile e coraggioso che ho voluto ad ogni costo fare anche se con non poche difficoltà: inizialmente non ho detto a nessuno di questo percorso, neppure alla mia migliore amica, poi piano piano, ed in diverse sedi x ognuna delle mie amiche a cui “sentivo il dovere di dirlo”, ho raccontato tutto questo.. e non raccontavo loro il mio percorso con l’obbiettivo “vedi sto male..se faccio qualcosa che non approvi, porta pazienza” ma con lo spirito del “ho voluto mettermi in discussione, ripercorrere la mia vita, cambiare il modo di vedere le cose.. ho finalmente trovato il coraggio di fare qualcosa x me e solo x me” con il supporto di una persona esterna che mi guida verso riflessioni che prima, fatte da sola, mettevano in dubbio solo me stessa, ma che invece con lei mettevano in dubbio anche i comportamenti degli altri: cioè gli altri si comportano così con me, non perché sono io a farli comportare così…ma perché è il loro modo di essere, a prescindere da chi hanno davanti (il famoso “mi dice di lui/lei”).

A distanza di qualche anno da quell’inizio dico, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali (…) che è un percorso conoscitivo e introspettivo che consiglio a chiunque perché serve tantissimo a capire un sacco di cose.. se noi siamo come siamo (nel bene e nel male), non è “colpa” o “merito” nostro ma di un insieme di vissuto e di esperienze che ovviamente non si possono cancellare, sicuramente neanche accettare, ma altrettanto sicuramente si possono vedere diversamente e sotto punti di vista e prospettive differenti; Caterina mi è servita a questo: a vedere le cose che mi facevano scaturire quei pianti singhiozzanti nel ruolo di “spettatrice”, da fuori: con non poche difficoltà perché nessuno nasce spettatore quando si tratta della propria vita…

però, anche se facendo un passo avanti e due indietro, ce l’ho fatta a provare di nuovo quella sensazione di benessere che mi era venuta meno; ed oggi ho due nuovi tatuaggi che testimoniano le mie vittorie ed i tatuaggi ti rimangono addosso x tutta la vita perciò sono soddisfatta di quello che ho fatto e dei risultati che ho raggiunto.

I rewind ci sono ogni tanto, mica dopo un percorso di psicoterapia si diventa inattaccabili, ma visto che ci si conosce meglio, si impara a conoscere meglio anche i momenti “down” e a superarli con un po’ meno di difficoltà rispetto a prima: ripeto..ci si ricasca in quei brutti pensieri ogni tanto, perché sono ciclici, ma è diverso il modo di affrontarli e di viverli. Sono soddisfatta e fiera di me, del coraggio che ho avuto di mettermi in discussione, di essermi analizzata, “spulciata” e sviscerata e soprattutto sono fiera ed orgogliosa di me x essermi ripresa in mano la mia vita con meno lacrime..

Grazie Caterina..

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Dott.ssa Caterina Fucili
Psicologo e Psicoterapeuta
Iscriz. n°1021 Albo Psicologi Marche
mail: info@caterinafucili.it